Premierato, il culmine della deriva presidenzialista
Gianni Bottalico
La riforma costituzionale per l’elezione diretta del premier, presentata dal Governo Meloni, tutto può considerarsi fuorché un fulmine a ciel sereno. Essa rappresenta il naturale sbocco di un lungo processo di destrutturazione della vita democratica iniziato negli anni Novanta. Dapprima con un’offensiva giudiziaria sulla politica che ha assestato danni permanenti alla qualità dei partiti politici, contribuendo a snaturarli in congreghe fondate sul culto indiscutibile del leader di turno, dietro il quale si organizzano gli interessi di gruppi di interesse, in un modo molto meno trasparente e partecipato che nella cosiddetta prima repubblica.
Nel contempo l’introduzione dell’elezione...
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